Perché scegliere investimenti in start up

investimenti in start up

 

Gli investimenti in start up sono diventati, negli ultimi anni, una pratica sempre più diffusa sia tra gli investitori seriali e professionali, che tra i piccoli risparmiatori.

Il motivo che spinge ad investire in start-up è l’alto tasso di rendimento per il proprio capitale, ma gli investimenti in start up possono accompagnarsi anche ad elevati rischi. Lo testimoniano le statistiche secondo le quali  circa il 90% delle start up fallisce. Quindi, se alto è il rendimento, altrettanto lo è il rischio che, naturalmente, coinvolge sia l’investitore che la neonata impresa.

Gli investimenti in start up, infatti, sono rilevanti non solo per chi cerca un’opportunità di accrescere il proprio capitale, i finanziatori, ma anche per chi ha in mente un progetto di nuova impresa e cerca forme alternative all’indebitamento per reperire le risorse necessarie alla fase di lancio.

Chi finanzia investimenti in start up

Ad oggi, nel panorama italiano esistono sostanzialmente tre tipologie di soggetti che operano con altrettante modalità nel campo del finanziamento alle start up, apportando capitale di rischio, ossia con finanziamenti diretti:

  • Il crowdfunding, tra le tipologie di fundraising più utilizzate dagli startupper perché permette di raccogliere fondi tramite delle piattaforme, coinvolgendo un pubblico molto ampio (crowd) nella ricerca dei capitali. Il crowfunding ha solo di recente preso piede in Italia e l’ammontare dei finanziamenti sono generalmente di piccola entità e i lprocesso di raccolta fondi può durare a lungo.

 

  • Il Venture Capital (VC) basato sul conferimento di capitale da parte di fondi d’investimento o società specializzate. I Venture Capitalist sono investitori istituzionali che investono in start up e scale up in cambio dell’ingresso nel capitale sociale: diventano in sostanza “soci” della start up, per uscirne dopo qualche anno liquidando le proprie quote.

 

  • I Business Angel possono essere sia persone fisiche che giuridiche. Il ricorso a questa forma di reperimento di fondi è particolarmente adatto durante le prime fasi di vita della start up. Spesso, un Business Angel è esso stesso un imprenditore che reputa l’idea particolarmente interessante e promettente. E questo è il secondo grande vantaggio per la start up: il business angel, oltre al capitale, apporterà la propria esperienza e professionalità, introducendo la neo impresa in circuiti relazionali che, altrimenti, richiederebbero tempi molto

 

Benchè rischiosi, gli investimenti in start up, per chi ha capitali disponibili, hanno sicuramente dei vantaggi rispetto ad altri tipi di allocazioni (immobiliari o mobiliari, come ad esempio obbligazioni e buoni fruttiferi). I principali di tali vantaggi sono:

 

  • Prospettiva di alti profitti: gli investimenti in start up possono essere molto redditizi, a condizione di valutare attentamente i progetti da sostenere. Alcune di loro ottengono utili interessanti in breve tempo e sono, in pochi anni, in grado di distribuire utili, che possono rappresentare una buona rendita annuale. Non è, poi raro, che qualche start up venga acquisita da aziende più grandi. In questo caso, il ritorno sull’investimento potrebbe essere veramente molto elevato! La presenza di un Business Angel per il potenziale investitore privato può essere una buona garanzia perché testimonia che il progetto imprenditoriale ha già superato l’esame attento di un soggetto competente coinvolto in prima persona.

 

  • Diversificazione dei propri investimenti: la diversificazione dovrebbe essere la regola aurea di ogni investitore. Accanto ad investimenti a basso rischio è possibile valutare degli investimenti in start up, in modo da mantenere al sicuro una quota del proprio capitale senza escludersi la possibilità di guadagni elevati. Investire in startup che operano in settori differenti permette di ridurre sensibilmente il rischio.

 

  • Accedere ad agevolazioni fiscali: poiché le start up possono produrre importanti esternalità a livello economico, sociale e tecnologico, molti Stati, compresa l’Italia, hanno predisposto delle agevolazioni fiscali per gli investimenti in start-up. Le persone fisiche possono contare su una detrazione dell’imposta lorda IRPEF pari al 30% dell’investimento (fino a 1 milione di euro). Le persone giuridiche possono godere di una deduzione del 30% dall’imponibile IRES (fino a 1,8 milioni di euro di investimento).

 

  • Favorire effetti positivi sull’economia: In primo luogo, credere in un progetto e sostenerlo economicamente porta alla creazione di nuovi posti di lavoro. Oltre a ciò, può anche aiutare concretamente un Paese a colmare il gap di sviluppo o tecnologico tipico di alcuni settori. Ad esempio, l’Italia in contesti quali il FinTech o la Sharing Economy sono ancora molto indietro rispetto altre nazioni europee, più sensibili all’innovazione tecnologica.

 

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